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L'Architettura e i dipinti più antichi della Chiesa di San Giulio

A cura di Veronica Frattini e Virna Maggione

immagine ingrandita Chiesa di San Giulio - Facciata (apre in nuova finestra) La chiesa di San Giulio, eretta nel secolo XII°, venne consacrata dal vescovo di Novara Litifredo.
La facciata della chiesa in origine doveva presentare un profilo a capanna, proprio come la maggior parte delle chiese romaniche. La facciata attuale fu rifatta nella seconda metà del Settecento, quando venne innalzata anche la torre campanaria (1756) posta a nord per sostituire quella antica posta sul tiburio.
E' a pianta quadrata, realizzato con mattoni. La facciata è sovralzata nella parte centrale con timpano e cornici modanate e presenta un profilo a salienti. Nella parte inferiore si aprono tre portali ad arco a tutto sesto (i due laterali ciechi, ma aperti nelle lunette). Nella lunetta centrale, si trova un affresco raffigurante San Giulio. immagine ingrandita Chiesa di San Giulio - Abside (apre in nuova finestra) Nella parte superiore è aperta solo una finestra centrale sovrastata da una lunetta, poste ai lati ci sono due nicchie vuote. La superficie della facciata della chiesa è interamente intonacata e per l'accesso ci sono due gradini in beola.
La parte posteriore della chiesa è quella più integra poiché nel corso degli anni non è stata manomessa. Possono essere individuate tre absidi semicircolari, decorate da archetti pensili. Ad esse è sovrapposto il tiburio su cui poggiava il piccolo campanile. All'interno della chiesa esisteva una porta che comunicava con la casa dell'abate, chiusa però nel XVII secolo.
L'interno della chiesa è composto da tre navate coperte da un sistema di volte.
Nella prima campata c'è una volta a crociera, lo stesso nella seconda, mentre la terza presenta una volta gotica, eretta in un secondo tempo, ma poggiante su sostegni originali.
La campata centrale è collegata alle laterali grazie ad una coppia di archi che poggiano su colonne in mattoni di diverso spessore.
immagine ingrandita Chiesa di San Giulio - Ingresso Sacrestia (apre in nuova finestra) Questi archi presenti nella prima campata, molto probabilmente esistevano anche nella seconda campata.
Gli affreschi più antichi presenti nella chiesa sono riconducibili tra il 1132 e il 1151.
Alcuni di questi affreschi sono stati trovati sulla parete ovest del tiburio sopra il presbiterio e raffigurano Angeli ed Apostoli. Altri frammenti di affreschi romanici sono stati trovati in varie parti della chiesa. Da questi piccoli frammenti si può supporre che tutta la chiesa fosse stata affrescata in epoca romanica, con decorazioni riconducibili alla cultura lombarda.
L'edificio venne però continuamente aggiornato nelle decorazioni perchè sulla parete perimetrale della navata destra sono raffigurati San Rocco, Sant'Agata, San Sebastiano e Santa Marta, figure databili al secolo XVI° circa.

Le Decorazioni Barocche

A cura di Veronica Frattini e Virna Maggione

Come già sottolineato nella scheda n. 2, gli interventi maggiori sulle strutture dell'abbazia di Dulzago vennero effettuati in età barocca.
immagine ingrandita Chiesa di San Giulio - Affresco Parete Destra (apre in nuova finestra) All'inizio del XVIII secolo venne rimosso il pavimento originale poiché furono realizzati tre sepolcreti ancora esistenti. Davanti all'altare venivano infatti sepolti i vicari che si erano succeduti alla Badia, mentre gli altri due sepolcreti servivano per la sepoltura della popolazione. L'altare attuale proviene dalla chiesa Parrocchiale di Borgo Ticino.
Durante il XVII° e XVIII° secolo la chiesa ha subito parecchi rimaneggiamenti, sia internamente che esternamente, per opera degli abati commendatari, interventi che oggi rendono piuttosto faticosa la lettura delle parti architettoniche più antiche. Il primo intervento venne fatto sulla navata laterale sinistra. Fu demolita la seconda campata per edificare una cappella dedicata a Sant'Antonio da Padova; lo stesso venne fatto per la campata laterale di destra con la cappella dedicata alla Beata Vergine del Rosario.
Contemporaneamente agli interventi architettonici furono eseguiti quelli pittorici, ancora ben conservati.
immagine ingrandita Chiesa di San Giulio - Volta Costolonata della Seconda Campata (apre in nuova finestra) Sul lato di sinistra, all'altezza della seconda campata, c'è la cappella dedicata a Sant'Antonio da Padova: vi sono raffigurati episodi riguardanti la vita del Santo, eseguiti dal pittore milanese Francesco Belloto - con stucchi dovuti a maestranze luganesi - negli anni fra il 1670-80. Datazione più ampia è stata proposta per la realizzazione della cappella della Beata Vergine del Rosario assegnata al 1670-80 per quanto riguarda gli stucchi, al 1719 per gli affreschi. I paliotti in stuccoforte dei due altari sono stati assegnati alla bottega dell'intelvese Giacomo Solari e datati al 1725-1736.
Attorno al 1736 vennero anche eseguiti gli affreschi che decorano le volte della prima e seconda campata della navata maggiore, con arma dell'abate Antonio Ferdinando del Pozzo, assegnati da Flavia Fiori alla bottega oleggese di Carlo Antonio Morino.


Stemma della Provincia di Novara Tratto da:
"Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese - Volume 14 Bellinzago Novarese"
Provincia di Novara 1998

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