vai al contenuto. vai al menu principale.
Accesso

Il comune di Bellinzago Novarese appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Menu di navigazione

Storia

L'Età Barocca: il Settecento

Nel secolo successivo Bellinzago perse le sue connotazioni medievali acquistando quella morfologia urbanistica ancora oggi evidente. Le abitazioni caratteristiche dell'inizio del Settecento erano prevalentemente organizzate su in tre livelli o tre piani: dimora diurna al pianterreno, notturna al primo piano e cassero di deposito o fienile al secondo. Questi nuclei abitativi erano accorpati intorno ad un cortile comune, se localizzate al centro del paese, o rivolte verso l'aia, se site in zona periferica. Si possono indicare quali eredità di questo inizio secolo la facciata in cotto di via Matteotti al n. 17 e il portone di via Gramsci al n. 42. Novità delle case edificate in età posteriore è invece il distacco della stalla dal corpo abitato e la sua collocazione verso l'esterno della corte, con le finestre che si affacciano sulla strada. Inoltre, se si osserva una mappa del tempo, si nota che queste costruzioni sette-ottocentesche sono disposte su lunghe linee parallele. Nel 1706 terminò la dominazione spagnola e ad essa subentrò quella degli Asburgo. Tra il 1718 e il 1723 furono rilevati e trasferiti in mappe (cioè disegnati) 1000 ettari di campi, per ordine degli amministratori austriaci. Grazie a questo provvedimento fu possibile organizzare il primo catasto cartografico integrale denominato"Teresiano", in onore di Maria Teresa.

L'Eta' Barocca: i Documenti Artistici

In età barocca, oltre alla già citata chiesa di Sant'Anna e agli edifici signorili indicati, a Bellinzago venne eretta anche la chiesa della Madonna della Neve, settecentesca. Lo spirito religioso e la devozione popolare si espressero in questi secoli anche nella fondazione delle confraternite, che numerose operarono nel paese, tre delle quali ancora attive. Esse si proponevano come strumenti di operosità sociale oltre che come centri di vita religiosa, divenuti importanti quando sulla cattedra episcopale novarese salì Carlo Bascapè che, giunto a Novara nel 1593, iniziò ad operare secondo le indicazioni della Controriforma. Nella vasta opera riorganizzatrice della diocesi, il Bascapè non si indirizzò solo imponendo i nuovi modelli edilizi, che resero necessarie la ristrutturazione delle antiche chiese o la costruzione di altre, ma riorganizzò anche le comunità cercando di dettare regole di comportamento cristiano più rigoroso.