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Il comune di Bellinzago Novarese appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

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Ente Parco del Ticino e del Lago Maggiore

Nome Descrizione
Telefono 011/4320011
EMail promozione@parcoticinolagomaggiore.it
Web http://www.parcoticinolagomaggiore.it
Sede Ente di Gestione del Parco Naturale Valle del Ticino
Località Villa Picchetta - 28062 Cameri (NO)
Tel. 011/4320011
Associazione Amici del Ticino
Villa Calini - Via Garibaldi, 4 - 28047 Oleggio (NO)
Tel. 0321.517706
Apertura Sempre Visitabile
Tariffe Gratuito
Informazioni Istituito nel 1978 - Superficie: 6561 ettari
Comuni: Bellinzago Novarese, Cameri, Castelletto sopra Ticino, Cerano, Galliate, Marano Ticino, Oleggio, Pombia, Romentino, Trecate, Varalo Pombia
Pubblicazioni G.M. Francese ed. Centro Regionale di Educazione Ambientale; Mulino vecchio di Bellinzago, s.d.
G.M. Gavinelli, Oleggio 1985; I mulini del Ticino piemontese.
Servizi 1.Centro Visita 2.Museo Naturalistico 3.Biblioteca Tematica 4.Aree Pic-Nic 5.Campeggi interni 6.Visite Guidate 7.Attività didattiche 8.Sentieri Autoguidati 9.Percorsi per disabili 10.Piste Ciclabili 11.Noleggio Biciclette 12.Birdwatchinng 13. Guida 14.Carta Topografica 15.Materiale Informativo
Il Parco del Ticino si estende, lungo il fiume omonimo, in due regioni: Piemonte e Lombardia.
Quello piemontese, istituito ufficialmente il 21 agosto del 1978, quattro anni dopo quello lombardo, comprende undici comuni ed ha un'estensione di 6.500 ettari, interessa solo la fascia fluviale senza comprendere, al contrario del lombardo, le aree urbanizzate.
Nel parco la superficie occupata dalle coltivazioni è di circa 2.300 ettari, di cui il 65% è rappresentato da prati permanenti e marcitoi.
Tra i cereali prevale il mais (circa 600 ettari), che occupa i terreni più fertili e profondi, segue il riso (circa 100 ettari), su superfici ridotte sono presenti cereali minori, come segale, avena e orzo.
Lungo le rogge, strade e canali di irrigazione ci sono pioppeti, salici ed ontani.
Il terreno è coltivato da centinaia di piccoli proprietari e da poche moderne aziende agricole, accanto all'agricoltura si sono sviluppate la zootecnia, l'ittiocoltura e l'apicoltura.
Con gli amministratori e gli operatori del Parco collaborano gli "Amici del Ticino", un'organizzazione di volontariato fondata nel 1987 allo scopo di far conoscere, promuovere e svolgere azioni di tutela e valorizzazione.

Il Greto del Fiume
Il greto del fiume, prevalentemente ghiaioso, è costituito da materiali provenienti dall'erosione glaciale, che la vorticosità delle acque, in occasione delle piene, continua a spostare a valle.
Si tratta di ciottoli, sabbie, quarziti, minerali vari, tra cui anche pagliuzze d'oro.
Professione ormai sparita è quella dei raccoglitori di sassi bianchi, un tempo raccolti per essere inviati alle vetrerie di Murano o dei laboratori di ceramica di Laveno: ricchi di quarzo, questi sassi sono diventati piatti e tazze di purissimo bianco.
Fin dal tempo dei Romani, le acque del fiume Ticino sono state oggetto di ricerca dell'oro:
pagliuzze d'oro per un valore tra i 5.000 e i 10.000 euro.
In epoca romana, come si deduce dagli scritti di Plinio il Vecchio, trentamila schiavi venivano impiegati nell'estrazione dell'oro.
Oggi l'attività di ricerca dell'oro alluvionale si svolge a livello amatoriale.
L'andamento idrico determina, in modo più o meno pronunciato, l'aspetto del fiume che è in costante evoluzione e presenta isole ghiaiose o lingue di sabbia che si spostano continuamente.

I Boschi
Parlare della storia dei boschi della Valle del Ticino ci porterebbe ad epoche molto lontane, quando immense selve, composte da secolari querce, tigli ed olmi, ostacolavano il passo delle genti Liguri, che, per prime, si erano spinte nell'entroterra.
L'opera dell'uomo, attraverso i secoli, ha mutato il paesaggio, tanto che oggi poco o nulla rimane dell'antica foresta padana.
Comunque per la natura del terreno che non consente l'agricoltura, i boschi costituiscono la caratteristica dominante del paesaggio del Ticino, occupando coste e fasce lungo il fiume, alternandosi nella zona pianeggiante alle coltivazioni. Nel parco sono presenti numerose piante: ontano nero, betulla, carpino bianco, castagno, orniello, pioppo, pino silvestro, ciliegio tardivo, pioppo tremolo, cerro, roverello, farnia, salice, robinia (questa, pur essendo una pianta molto invadente, fornisce un ottimo combustibile per il riscaldamento e gioca un ruolo fondamentale per l'apicoltura, che trae, dalla sua abbondante fioritura, un ottimo miele).
I boschi del Ticino sono anche ricchi di funghi.

I Fiori
I fiori che si possono trovare nel parco sono molteplici, tra questi numerosi sono i fiori acquatici.
Tutta la flora spontanea è protetta, alcune specie sono rare, come il Giglio di San Giovanni.
Si possono trovare bucaneve, che sono i primi fiori ad ornare boschi e rive umide, fiori di maggio, ferferuggini, anemoni, pan di cuculo (l'orchidea più diffusa del parco), plantanthere bianche, pigami, orchidee strinate, digitali, violette, gladioli. Anche i prati offrono, soprattutto in primavera, fioriture dominanti con zafferano selvatico, ranuncoli, grosse margherite, campanelle, ranuncoli e molte altre varietà.
A primavera molti raccolgono erbe per preparare insalate, frittate e verdure bollite, come il "cicurion".

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