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Il comune di Bellinzago Novarese appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

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Itinerario "Bellinzago - Cascina di Linduno"

Nome Descrizione
Punto di partenza Piazzale della Chiesa Parrocchiale
Punto di arrivo Cascina di Linduno
Tempo percorrenza 30' in bicicletta - 70' a piedi
Grado di difficoltà Basso
Caratteristiche Strada asfaltata solo per il primo tratto, poi sterrata, con pendenza variabile,
poco ombreggiata.
Da vedere Oratorio di S.Maria, rive del torrente Terdoppio.
Partendo dalla chiesa parrocchiale, lungo la via Gramsci, si giunge in via Matteotti, dove, al numero civico 13, si trova la casa che diede i natali al vescovo Bovio.
I soffitti a volta del negozio di fiori e della profumeria risalgono infatti al Seicento ed anche le abitazioni sovrastanti hanno soffitti a cassettoni, rimasti nascosti da controsoffittature per anni e venuti alla luce nel corso di recenti ristrutturazioni.
Superata una bella casa settecentesca in mattoni a vista, si può ammirare, a sinistra, un balconcino in ferro battuto e si giunge infine al municipio, un moderno edificio costruito alla fine degli anni '80, su progetto dell'ing. Ceresa.
Qui, nel centro storico del paese, sorge la chiesa di Sant'Anna, con accanto il palazzo ottocentesco, sede del vecchio municipio.
La piazza in tutti i tempi è stata il cuore vivo e pulsante di Bellinzago.
Di fronte, sotto un antico porticato, si trova la sala riunioni intitolata a Don Antonio Vandoni, dove c'è ancora un vecchio forno.
Dalla piazza, imbocchiamo la salita, via Don Minzoni, lungo la quale alcune case conservano ancora tracce del colore rosso intenso, con cui furono dipinte, in occasione dell'arrivo delle relique dei Santi Pacifico e Cristina.
I "santini", come comunemente vengono chiamati, arrivarono alla stazione nell'agosto 1892 e la popolazione accompagnò i loro resti con tutti gli onori. Proseguendo, si incontra, a destra, un'antica torre, ultima vestigia del castello di Barnabò Visconti, sulla quale è visibile un affresco sacro raffigurante la Madonna, datato 23 dicembre 1488.
A sinistra si intravede tra gli alberi un'antica piccionaia.
A questo punto, chi ha ancora fiato può salire i gradini della chiesa di San Rocco (fine 1500), costruita per un ex-voto dal comune di Bellinzago sulla sommità della collina.
Poco dopo si passa sul ponte della "Gondla", un rigagnolo per la maggior parte dell'anno, che si ingrossa in occasioni delle piogge.
Superato il passaggio a livello e la stazione ferroviaria, lo sguardo si allarga sull'ampio pianoro al cui orizzonte, nelle belle giornate, si staglia imponente il massiccio del monte Rosa.
Si svolta a destra, seguendo le indicazioni per la cascina Boglia e la strada sterrata si snoda piacevomente fra prati e campi coltivati a cereali.
Dopo circa un chilometro, si costeggiano, a destra, gli edifici della cascina Boglia, che ospitano un importante centro ippico.
Proseguendo lungo la discesa, si giunge al torrente Terdoppio, dopo aver superato il bivio per Oleggio.
Si giunge infine ad un altro bivio: si svolta a destra e, dopo circa mezzo chilometro, raggiungiamo Linduno.

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