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Il comune di Bellinzago Novarese appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

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Itinerario "Civiltà di Golasecca"

Nome Descrizione
Punto di partenza Piazzale della chiesa Parrocchiale
Punto di arrivo Chiesa della Madonna della Neve
Tempo percorrenza 2h a piedi, 1h in bicilcetta (circa)
Grado di difficoltà (E): Escursionistica
Caratteristiche Percorso misto: asfaltato e sterrato di media facilità.
Preferibile la mountain bike.
Pendenza variabile con discese e salite.
Ombreggiato per lunghi tratti.
Informazioni Da Vedere: Chiesa della Madonna di Pompei. Luoghi in cui sono state ritrova le cinque tombe della civiltà di Golasecca. L'antica chiesa di Ognissanti. Chiesa della Madonna della Neve.
Si parte dalla chiesa parrocchiale e, dopo aver ammirato il complesso antonelliano, si imbocca via De Medici, l'antica via dei Boschi.
A sinistra davanti all'asilo infantile, la scuola media che confina con il parco comunale, che ha di fronte la scuola elementare con le due palestre.
Si percorre tutta la via, affiancata da moderne villette, e si giunge fino alla chiesa della Madonna di Pompei.
La cappella, la cui sagoma si staglia in fondo alla strada a significare la fine della zona abitata, è attorniata da un portico ed è stata costruita da privati nel 1897.
A questo punto del percorso si può proseguire per la strada sterrata, a sinistra della chiesa, oppure svoltare a destra in via Galvani.
Il sentiero sterrato, chiamato "Strada di Falcioni" conduce ai boschi che si scorgono in lontananza dopo aver superato la segheria. Si procede per circa seicento metri fino ad arrivare al limitare del bosco e alla discesa.
Si è circondati da alti alberi, molti dei quali castagni e lungo il sentiero si possono trovare fragoline di bosco.
Alla fine della discesa si imbocca il sentiero che svolta a destra, mentre procedendo per la stessa strada si giunge alla pista da motocross, frequentata da molti amanti di questo sport, piccoli e grandi, sulla quale si svolgono numerose ed importanti gare.
Andando a destra, si giunge alla strada asfaltata, in prossimità dell'impianto di depurazione intercomunale.
Coloro che preferiscono un percorso meno sconnesso alla chiesa svoltano a destra, in via Galvani, e poi a sinistra, in via Ticino.
Si procede lungo la via asfaltata, si supera l'antica cascina Cà Nova, che conserva un'edicola dedicata alla Madonna, ed al bivio con la strada che va al Molinetto, si imbocca la discesa che conduce al Mulino Vecchio e si giunge in prossimità dell'impianto di depurazione.
A questo punto ci si trova in località "Abbasso del Motto", il secondo terrazzamento della Valle del Ticino.
Dove ora c'è solo una distesa di campi, prati, boschi attraversati dal canale Regina Elena, un tempo esisteva una necropoli.
In questo luogo, agli inizi del 1900, sono state rinvenute cinque tombe risalenti alla civiltà di Golasecca, in cui sono stati rinvenuti reperti attualmente conservati al museo civico del Broletto di Novara.
Al termine della strada asfaltata, si supera il canale, per imboccare il sentiero a destra e si arriva sullo sterrato poco dopo l'impianto di sollevamento del Regina Elena.
Si percorrono circa duecento metri per poi svoltare a destra tra i boschi della valle del Ticino.
La stradina si snoda in mezzo ad alberi secolari con salite e discese, si mantiene la destra fino a giungere in una zona dove, a sinistra, risalta subito un grande mucchio di sassi bianchi, probabilmente usato come ostacolo durante gare di equitazione.
Qui, dopo aver imboccato lo stretto viottolo, a sinistra, conviene lasciare, la bicicletta e, pazientemente, cercare le rovine della vecchia Chiesa di Ognissanti.
Con un po' di difficoltà si intravede, in parte ricoperto dalla vegetazione, il perimetro rettangolare della cappella.
In assenza di documentazioni, la tradizione popolare narra che qui sorgeva un antichissimo insediamento, probabilmente di origine romana.
Attorno alla chiesa e nella scarpata vicina, chiamata anch'essa di Ognissanti, sono stati rinvenuti resti di antiche tombe e numerose suppellettili in cotto.
Ancora adesso, scavando, è facile rinvenire frammenti di anfore o di tegole usate come coperture di tombe.
Nei pressi della chiesa si trova la tenuta di Bornago, la cui desinenza AGO indica, come per il nome Bellinzago, un'origine celtica, dove è stata ritrovata una lapide romana in sasso.
Il villaggio di Bornago è stato un importante porto romano sul Ticino, esso viene anche citato nel testamento dell'imperatrice Angelberga dell'877.
In questa zona passava l'antica strada romana, entrambi gli insediamenti, con la loro decadenza, sono scomparsi: la vegetazione, nel corso degli anni, ha coperto e fatto dimenticare tutto.
Dopo aver visto la zona e, se si è stati fortunati, trovate le rovine, si riprende il percorso in mezzo al bosco, che muta colore con il trascorrere delle stagioni per giungere all'antico ingresso della tenuta di Bornago: il viale alberato è quanto rimane dell'entrata signorile con accanto i resti della casa del custode.
Nei pressi si trova la caserma Babini; da qui la strada asfaltata si snoda tra gli alberi per ricondurci a Bellinzago.
All'uscita dal bosco, in lontananza, ci appare il paese con le Alpi sullo sfondo e si giunge infine alla chiesa della Madonna della Neve, che, a conclusione dell'itinerario, vale la pena di ammirare.